Cambio automatico: come funziona, pro, contro e consigli

Guida definitiva al cambio automatico: funzionamento, vantaggi e segreti per scegliere un'auto con cambio automatico e guidarla meglio.

Articolo aggiornato il
da
Giuseppe Croce
cambio automatico

Il cambio automatico è sempre più diffuso sia sulle auto di piccola cilindrata (le cosiddette city car) che sui grandi e potenti SUV. Il motivo di questo successo risiede nel fatto che garantisce un maggiore comfort, riduce la fatica e lo stress legati alla guida nel traffico cittadino e si integra in modo ideale con le architetture dei moderni motori ibridi

Ciononostante, non tutti gli automobilisti conoscono bene i vari tipi di cambio automatico esistenti, cosa vogliano dire le lettere impresse sulla console vicino al comando del cambio e come usare un cambio automatico al meglio nelle varie situazioni di guida.

Quali sono le principali tipologie di cambio automatico?

Esistono diverse tecnologie e architetture alla base del funzionamento delle trasmissioni automatiche, che possono influire notevolmente sullo stile di guida dell'auto.

Cambio a variazione continua (CVT): in questa tipologia non ci sono ingranaggi fissi. Il CVT trasferisce la coppia motrice tramite una cinghia e due pulegge coniche, potendo variare il rapporto di trasmissione in maniera continua e permettendo al motore di funzionare a regimi costanti. È noto per essere silenzioso ed efficiente ed è molto usato su vetture ibride di marchi come Toyota e Honda.

Cambio a doppia frizione (DSG o DCT): questo sistema impiega due frizioni separate, una dedicata alle marce pari e l'altra alle dispari. Garantisce cambi di marcia rapidissimi, praticamente senza interruzione della potenza. È perfetto per chi cerca prestazioni sportive ed è estremamente diffuso sulle vetture del gruppo Volkswagen.

Cambio a convertitore di coppia: si tratta della tecnologia più classica, in cui una frizione idraulica (il convertitore) gestisce il trasferimento della coppia dal motore al cambio. Offre cambiate molto dolci e una guida fluida; per questi motivi, è frequentemente presente sui SUV e sui modelli americani.

Cambio robotizzato (o elettroattuato): di fatto si tratta di un tradizionale cambio manuale in cui l'inserimento della frizione e la selezione dei rapporti avvengono tramite attuatori elettronici. Spesso viene montato su city car e auto più economiche, ma i suoi innesti possono risultare meno fluidi rispetto agli altri sistemi.

Cambio automatico o manuale? Qual è meglio?

La preferenza tra cambio manuale e automatico dipende strettamente dall'uso che si fa dell'auto. I pro del cambio automatico si concentrano sul grande comfort e sul relax alla guida: elimina la necessità di azionare costantemente la frizione, un vero toccasana per chi passa ore nel traffico urbano ("mal di polpacci"). 

È l'opzione preferita da neopatentati, anziani e guidatori cittadini. I contro del cambio automatico, invece, consistono in un prezzo d'acquisto generalmente superiore e in costi di manutenzione che possono rivelarsi più alti.

Dall'altra parte, ci sono anche i contro del cambio automatico: il cambio manuale è apprezzato da chi desidera il pieno controllo dell'auto e un'esperienza di guida più passionale. I suoi vantaggi includono un risparmio sui costi di acquisto e riparazione, mentre lo svantaggio principale risiede nello sforzo fisico e nell'attenzione aggiuntiva richiesti nel traffico.
 

Cambio automatico: cosa significano le lettere P, R, N, D, M, S, L e B?

Sulla leva del cambio automatico, o alla sua base, sono presenti diverse lettere che corrispondono alle varie impostazioni. Va precisato che non tutti i cambi hanno tutte queste lettere contemporaneamente, in quanto la disponibilità dipende dal modello e dalla tecnologia della trasmissione.

P (Parking): inserisce un blocco meccanico alle ruote e alla trasmissione, impedendo all'auto di muoversi. Si usa quando si parcheggia in via definitiva.

R (Reverse): è la retromarcia, essenziale per muoversi all'indietro.

N (Neutral): corrisponde al "folle" del cambio manuale, scollega il motore dalle ruote e va usata per soste prolungate.

D (Drive): è la marcia principale per muoversi in avanti e fa cambiare le marce automaticamente al veicolo in base alla velocità.

M (Manual): imposta l'auto in modalità sequenziale, permettendo al guidatore di salire o scendere di marcia a proprio piacimento usando la leva o le palette al volante.

S (Sport): adatta l'auto a una guida più aggressiva, ritardando le cambiate e facendo salire maggiormente i giri del motore.

L (Low): seleziona le marce ridotte o basse. È ideale per massimizzare il freno motore nelle discese prolungate o per avere spunto in salite ripide.

B (Braking mode): tipico delle vetture ibride ed elettrificate, aumenta notevolmente il freno motore in fase di decelerazione e massimizza il recupero dell'energia per la batteria.

Cambio automatico in discesa: come si usa?

Guidare in discesa con il selettore posizionato costantemente in "D" può rivelarsi rischioso: l'auto, prendendo velocità a causa della gravità, tenderà a inserire le marce alte annullando l'effetto del freno motore. Questo porterà il guidatore a mantenere il piede costantemente sul freno, rischiando di surriscaldarlo in maniera pericolosa (fading). 

Per affrontare le discese ripide bisogna aumentare il freno motore: è possibile farlo inserendo la modalità sequenziale "M" per scalare le marce manualmente, spostando la leva sulla modalità a rapporti ridotti "L" (oppure 2 o 3), o ancora inserendo la modalità "B" se si guida una vettura elettrificata. 
 

Cambio automatico in salita: come si usa?

L'assenza del pedale della frizione rende le partenze in salita incredibilmente agevoli. Per muoversi è sufficiente tenere l'auto bloccata premendo il pedale del freno, posizionare il selettore su "D" (o in modalità "L" / "S" qualora serva un'elevata potenza in pendenze molto impegnative) e, a questo punto, spostare il piede dal freno all'acceleratore per prendere abbrivio dolcemente. 

Sulla maggior parte dei modelli moderni ci viene in aiuto il sistema di partenza assistita, o "Brake Hold", che impedisce al veicolo di scivolare all'indietro tenendolo fermo per alcuni secondi durante il cambio di pedale.

Cambio automatico al semaforo: come si usa?

Quando ci si arresta in corrispondenza di un semaforo, la regola d'oro prescrive di muovere la leva del cambio il meno possibile, poiché stressare inutilmente il meccanismo accelera l'usura. Se la sosta è breve, è consigliato lasciare la leva ferma in "D" e tenere costantemente il piede sul freno

Se la propria auto è provvista della tecnologia Brake Hold, è possibile attivare l'arresto automatico per poter togliere il piede dal pedale senza che l'auto avanzi. Qualora invece il semaforo o la sosta siano molto lunghi (ad esempio in una lunga coda stradale), è preferibile spostare il selettore su "N" (Neutral) azionando il freno a mano o quello di stazionamento elettronico. Evitare la posizione "P" ai semafori aiuta a proteggere il veicolo e la trasmissione.