Auto ibride, cosa conviene comprare? La guida tra plug-in, full e mild hybrid
Con l’avvento dell’elettrificazione capire quale sia l’auto giusta per i propri bisogni è diventato ancor più complesso. Ecco pro e contro delle full hybrid, plug in hybrid e mild hybrid
Una volta era semplice: pochi km l’anno? Benzina. Tanti km l’anno? Diesel. Ma ora? Ora che è arrivata l’elettrificazione, quale auto conviene comprare? Esattamente come qualche anno fa, una risposta univoca non c’è. Questo perché non tutti, ovviamente e giustamente, fanno il medesimo uso dell’auto. Si pensi a un rappresentante che deve viaggiare su e giù per l’Italia e si pensi, al contempo, a una persona che lavora nella stessa città in cui lavora, magari a pochi km da casa. Tutto un altro mondo.
Ai diversi bisogni di ogni guidatore, poi, adesso si aggiungono le diverse tecnologie disponibili: full hybrid, plug in hybrid e mild hybrid, più il bonus delle nuove "super ibride" da poco arrivate anche in Italia. La normativa europea sulle emissioni di CO2, e le sempre più frequenti restrizioni al traffico imposte dalle amministrazioni locali, impongono ormai a molti italiani l'acquisto di un'auto ibrida. Ma quale tecnologia scegliere?
Proviamo dunque a esporre le varie tipologie di auto ibride provando a trovare pro e contro di ogni categoria, andando così a scoprire a chi conviene una o l’altra tecnologia.
Auto ibride plug-in: a chi convengono
Il powertrain elettrico delle ibride plug-in (PHEV) è collegato direttamente alle ruote e ciò permette di andare in modalità 100% elettrica per diversi km. Quanti? Ovviamente dipende dalla capacità della batteria, dall’utilizzo che se ne fa e dall’efficienza del motore elettrico, ma potremmo dire che la percorrenza reale media oscilla dai 30 ai 70 km.
Tra le plug-in hybrid rientrano anche le cosiddette auto "super ibride", che altro non sono se ibride plug-in con una batteria molto grande, quasi quanto un'auto elettrica. Ne deriva la possibilità di percorrere anche più di 100 chilometri in 100% elettrico.
Non è raro che tali auto siano a trazione integrale intelligente, con il motore endotermico che solitamente agisce sulle ruote anteriori e quello elettrico su quelle posteriori. Le emissioni di CO2 sono nettamente più basse rispetto alle altre ibride e i consumi sono molto bassi, a patto che sia ricaricata in modo corretto e continuo.
Altri punti di forza delle Phev sono le prestazioni, generalmente generose e dovute al fatto che ci sono due motori a spingere l’auto e solitamente la tecnologia si applica a vetture di livello medio-alto e con potenze dai 200 Cv in su.
Per contro, l’auto ibrida plug-in deve essere ricaricata alla spina e ha consumi eccessivi se non viene ricaricata frequentemente. A questo si aggiunge un peso non indifferente, circa 200 kg in più dati dal pacco batterie (generalmente tra i 10 e i 25 kW, le super ibride anche di più), e costi elevati rispetto a una termica o una full hybrid.
Ma se usata in modo corretto ha potenzialmente un consumo di carburante pari a zero, in quanto l’autonomia di 30-70 km viene ricaricata di notte e usata durante il giorno per gli spostamenti quotidiani. Dunque è una tecnologia che conviene a chi vive in città o a chi comunque non esce dal raggio di circa 70 km al giorno. Ad ogni modo, anche se si dovesse eccedere un poco in tale soglia, c’è l’endotermico a supportare l’elettrico, così non si resta mai a piedi.
Chi fa tanta autostrada, invece, stia alla larga da tale tecnologia: non solo finirebbe il pieno di energia in pochi minuti, di fatto non frenando mai e non rigenerando mai energia, dunque non estendendo la durata della carica. Così facendo il motore elettrico non solo non è efficiente in un contesto non suo, ma l’endotermico deve portarsi pure dietro i 200 kg aggiuntivi del pacco batterie, consumando di più.
Auto full hybrid: a chi convengono
Il sistema elettrico delle auto full hybrid è posto dopo il motore endotermico e quindi può andare in elettrico seppur solo per pochi km e/o a basse velocità, migliorando consumi e prestazioni, grazie ad una batteria che di solito non supera i 2 kWh di capacità. Le full hybrid sono auto che non devono essere ricaricate alla spina, ma si auto-ricaricano frenando e rilasciando l’acceleratore. Dunque, zero ansia da ricarica.
Le emissioni di CO2 sono più basse rispetto a una mild hybrid o a una termica, diciamo tra gli 85 e i 110 g/km per auto prodotte in larga scala. I motori sono molto efficienti, con consumi sensibilmente più bassi specie in città. Per contro è una tecnologia complessa che poche case auto hanno saputo sviluppare nel tempo. E Toyota, in questo, è la regina assoluta da 20 anni.
Ovviamente le full hybrid hanno un costo maggiore rispetto alle mild hybrid, ma inferiore rispetto alle plug-in hybrid. Al momento nessuno ha ancora presentato un motore diesel full hybrid. I consumi migliorano di circa 3 o 4 km/l di media, con un vantaggio netto in città, dove conviene maggiormente.
Le auto full hybrid (HEV) convengono a chi fa percorsi di tipo diverso, anche spesso fuori città e a velocità autostradali.
Auto mild hybrid: a chi convengono
Il sistema mild hybrid (MHEV) è la forma più semplice ed economica di elettrificazione e spesso il guidatore neanche si accorge che lo ha, in quanto l’auto non va messa sotto carica e non può marciare in modalità elettrica (salvo rarissime eccezioni, per pochissimi secondi).
Si ricarica automaticamente in frenata recuperando energia e trasformando quell’energia in spinta al motore endotermico in fase di ripartenza. Pensiamo ad esempio a un semaforo, che è quando l’auto consuma di più con le marce basse. È lo stesso concetto di quando si impara ad andare in bici e si ha il papà che spinge dalla sella. Le gambe fanno inevitabilmente meno fatica e ciò implica consumi leggermente più bassi, un vantaggio quasi impercettibile fuori città ma più evidente in caso di continue frenate e ripartenze.
Uno degli aspetti a favore è che serve a immatricolare le auto con emissioni di CO2 più basse. Di contro, un'auto mild hybrid costa leggermente di più di una controparte puramente endotermica, ma tale tecnologia è applicata sia su motori benzina che diesel. È dunque una tecnologia per tutti, basta solo ricordarsi che i sistemi mild hybrid più efficienti sono quelli a 48 volt, che arrivano fino a 20 Cv di potenza aggiuntiva rispetto al motore termico e, di conseguenza, offrono una spinta sensibile in fase di ripartenza.