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Guidare un pick-up per uso privato? Le limitazioni a circolazione e trasporto passeggeri

Questo tipo di veicolo prevede delle limitazioni all’uso privato date dall’immatricolazione come autocarro, obbligatoria solo in Italia.

I pick-up appartengono ad un segmento molto particolare del mercato auto composto dai veicoli cosiddetti fuoristrada e, in piccola parte, da veicoli puramente commerciali. In Italia questi ultimi sono prettamente per uso professionale, mentre i primi hanno tutte le caratteristiche per essere utilizzati come un normale SUV. In Italia, come diversamente avviene in altri paesi, i pick-up possono essere immatricolati solo come autocarri N1 e non come autovetture M1, una scelta discutibile che deriva da esigenze fiscali.

I veicoli commerciali, ovvero camion, furgoni ed anche i pick-up, non possono essere utilizzati come una normale auto e non possono trasportare le persone, ma solo oggetti destinati ad un uso professionale. I pick-up hanno le stesse caratteristiche dei fuoristrada 4x4: telaio a longheroni, ponte rigido posteriore, sospensioni posteriori a balestra, trazione integrale, differenziale autobloccante e marce ridotte. Caratteristica peculiare è il cassone posteriore che può variare a seconda del mezzo e della sua conformazione: cabina singola, “stretch” o doppia. I moderni pick-up sono anche comodi e versatili, alcuni ricchi di dotazioni e rifiniture al pari delle berline e dei SUV top di gamma. Possono trasportare fino a cinque persone e chiudendo il cassone con un hard-top il pick-up diventa un'enorme station wagon.

Sono tante le categorie di persone che potrebbero coniugare in un solo veicolo lavoro, hobby o l’auto di famiglia, ma nel nostro paese ciò non è possibile. In quanto autocarri i pick-up sono “destinati al trasporto di cose e delle persone addette all'uso o al trasporto delle cose stesse”. A bordo possono prendere posto solo le merci connesse all’attività dell’impresa e le persone addette al carico e  allo scarico, oltre all’utilizzo di eventuali attrezzature ivi trasportate. 

Come recita il Codice della Strada:
"Chiunque utilizza un veicolo per una destinazione o per un uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 318”.

Non solo, in caso di uso privato di un autocarro si rischia anche la sospensione della carta di circolazione da 1 a 6 mesi, nonché, in caso di recidiva, la sospensione è da sei a dodici mesi. 

Diversa la situazione in Europa. La classificazione europea N1 non fa distinzioni circa la natura della merce trasportata,  tanto meno dei passeggeri. In Italia il Codice della Strada "accoglie" le ragioni del fisco e, in virtù del fatto che gli autocarri pagano un bollo ridotto rispetto alle vetture, il legislatore ha deciso di porre un freno alla loro diffusione in maniera semplice, ma allo stesso tempo iniqua. Un privato può comprare un autocarro, ma senza beneficiare delle detraibilità e della deducibilità fiscale di cui beneficiano le aziende. Forse la soluzione potrebbe essere quella di far pagare ai privati il bollo come se fosse una normale autovettura concedendo così la facoltà di utilizzare il pick-up per traportare tranquillamente persone e/o cose. Una soluzione richiesta a gran voce, ma ancora ignorata dal legislatore.